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N

el 1931, ricercatori

che lavoravano nel

sud della Francia

portarono alla luce una gran-

de conchiglia Charonia al-

l’ingresso della grotta di

Marsoulas, ai piedi dei Pire-

nei francesi. Insignificante a

prima vista, ha languito per

decenni nelle collezioni del

museo di Storia Naturale di

Tolosa. Ora, un team ha ria-

nalizzato la conchiglia utiliz-

zando la moderna tecnologia

di

Imaging

concludendo che il guscio fu deliberatamente

scheggiato e perforato per essere trasformato in uno stru-

mento musicale. In breve, l’oggetto è un esempio rarissi-

mo di un “Corno Conchiglia” del periodo Paleolitico, ha

concluso il team. E funziona ancora: il prof. Jean-Michel

Court, musicologo presso l’Università di Tolosa, ha ese-

guito una dimostrazione con tre note prodotte dal guscio

di 17.000 anni. «

Ho avuto bisogno di molta aria per mante-

nere il suono

», ha detto. La grotta di Marsoulas, ai piedi dei

Pirenei francesi, affascina da

tempo i ricercatori con i suoi

dipinti rupestri raffiguranti

bisonti, cavalli e umani.

«

Questa conchiglia potrebbe

essere stata suonata durante i

rituali sciamanici di iniziazio-

ne

», ha detto Julien Tardieu,

che studia la percezione del

suono. «

Suonare questa con-

chiglia in una grotta potrebbe

generare un suono percepibile

come il verso di un essere so-

vrannaturale da chi, in stato

alterato di coscienza per l’uso di piante sacre, era forse impe-

gnato nel dipingere la sua visione sulle pareti. La conchiglia è,

difatti, decorata con punti rossi, ora sbiaditi, che corrispondo-

no ai segni trovati sulle pareti della grotta».

Altri “Corni

Conchiglia” sono stati trovati in luoghi come Nuova Ze-

landa e Perù, ma nessuno è antico come questo. La sua

“voce” non era più stata ascoltata da orecchie umane per

17 millenni, il che ha reso l’esperienza di Jean-Michel

Court emotivamente impattante.

C

ome riportato dal tabloid russo

Sputnik News, durante l’ultima

indagine archeologica negli scavi

del tumulo dell’insediamento Provadiya-

Solnitsata (“Il Pozzo di Sale”), è stata tro-

vata una maschera o statuetta d’argilla

che mostrerebbe il volto della Dea del Sa-

le “Salacia”. Il team di scavo è guidato dal

professor Vasil Nikolov dell’Istituto Na-

zionale e Museo di Archeologia di Sofia.

Il sito archeologico dove è avvenuta la sco-

perta, risalente al 5500 -4500 a.C. si trova

nel nord-est della Bulgaria, un insedia-

mento noto anche come la città e il luogo

di estrazione del sale più antico d’Europa.

L’oggetto preistorico in argilla, presenta

un volto triangolare con grandi occhi, orecchie a punta,

ma senza bocca, e delle linee verticali che lo attraversano.

Il triangolo è da sempre associato alla Dea e le sue fattez-

ze sono assimilabili ad antiche statuine della Dea Madre ti-

piche dell’est Europa neolitico. L’oggetto appartiene al tar-

do periodo Calcolitico, e rappresenta uno dei più interes-

santi manufatti trovati negli scavi dell’insediamento del

“Pozzo di Sale” vicino a Provadiya.

6

FENIX 149

FENIX

ILVOLTO “ALIENO” DELLA DEA DEL SALE

BULGARIAN NATIONAL TRUST

, 31 GENNAIO

a cura della redazione di

www.enigmax.it

RICONOSCIUTA LA PIÙANTICA CONCHIGLIAA FIATO.HA 17.000ANNI

THE GUARDIAN

, 10 FEBBRAIO